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Un trend occupazionale: chi rischia e chi no

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Trend di mercato ed evoluzioni (Formabilityacademy.it)

Il mondo del lavoro è in costante evoluzione, ma ultimamente si avvertono cambiamenti più rapidi e profondi. Alcuni settori sembrano crescere, altri scomparire.

Nel XXI secolo alcuni posti di lavoro sono a rischio, mentre per altri la domanda è in crescita. Ma quali sono i settori più a rischio, e quali invece potrebbero continuare a prosperare?

Settori a rischio

A far parlare di sé negli ultimi anni sono i settori legati a lavori tradizionali e ripetitivi, che sono stati progressivamente automatizzati. Questo processo riguarda in particolare l’industria e il commercio al dettaglio. I robot e i sistemi di intelligenza artificiale hanno preso piede, e se da un lato possono migliorare l’efficienza, dall’altro riducono la necessità di manodopera. In particolare, chi svolge mansioni di bassa qualificazione, come cassieri o operai in linee di produzione, sta vedendo ridursi le proprie opportunità. E non è un fenomeno temporaneo: le aziende continuano a investire in tecnologie per abbattere i costi e aumentare la produttività, mettendo sotto pressione i lavoratori più vulnerabili.

Anche nei servizi, soprattutto quelli che riguardano l’amministrazione o la gestione di grandi quantità di dati, i rischi sono concreti. L’automazione delle pratiche burocratiche e l’introduzione di software per la gestione dei dati e delle comunicazioni hanno permesso a molte aziende di ridurre il personale impiegato in attività che un tempo erano svolte manualmente.

I settori in crescita: dove c’è domanda di competenze

Dall’altro lato, ci sono settori che stanno crescendo a vista d’occhio, anche se richiedono competenze specifiche. Il digitale, ad esempio, è uno dei principali motori di sviluppo. A partire dall’e-commerce fino alla cybersecurity, sono molte le figure richieste per sostenere questa trasformazione. Professionisti come sviluppatori di software, esperti di cloud computing, data scientist, e specialisti di marketing digitale sono tra le figure più ricercate.

La pandemia ha accelerato ulteriormente la digitalizzazione delle imprese, e non sembra esserci alcuna intenzione di fermarsi. L’automazione, il lavoro da remoto, l’intelligenza artificiale: questi sono i nuovi orizzonti, e chi possiede le competenze giuste sta vivendo una vera e propria espansione professionale.

Andamento trend occupazione

Trend occupazionale, come evolve il mercato del lavoro (Formabilityacademy.it)

Anche la sostenibilità è diventata un tema centrale. Le aziende stanno investendo in soluzioni ecologiche, e questo ha dato vita a una domanda crescente di professionisti nei settori legati alle energie rinnovabili, all’efficienza energetica, e alla gestione dei rifiuti.

Il rischio di restare indietro

Mentre per alcuni settori l’innovazione significa opportunità, per altri significa un’ulteriore accelerazione verso l’obsolescenza. E non si tratta solo di lavori manuali. Molte professioni di livello medio stanno vedendo una diminuzione delle opportunità, se non si è disposti a rimanere al passo con l’evoluzione tecnologica. Il rischio per molti è che, se non si aggiorna la propria formazione o non si acquisiscono nuove competenze, si finisca con l’essere sostituiti dalla tecnologia.

Ad esempio, le persone che svolgono lavori che richiedono una gestione ripetitiva e poco creativa dei dati, come l’inserimento manuale delle informazioni, potrebbero trovarsi in difficoltà se non diversificano il proprio profilo professionale. Non basta più essere “buoni” in ciò che si fa: bisogna essere capaci di utilizzare gli strumenti tecnologici più avanzati.

L’importanza della formazione continua

La formazione continua sta diventando una necessità, non più una scelta. Il mondo del lavoro sta cambiando così velocemente che, per non restare indietro, bisogna essere pronti a imparare continuamente. Questo vale non solo per i giovani che stanno entrando nel mondo del lavoro, ma anche per chi è già inserito da anni e rischia di essere sopraffatto dai cambiamenti. Molte aziende stanno mettendo a disposizione corsi di aggiornamento, ma la responsabilità di non restare indietro è anche individuale. La vera domanda che i lavoratori devono porsi è: “Sono pronto ad adattarmi?”

La transizione tra i settori è spesso lunga e complessa. Non si può semplicemente “traslocare” da un lavoro tradizionale a uno tecnologico senza un adeguato percorso di formazione, e questo spesso porta con sé ansie, dubbi e incertezze.

Il futuro del lavoro: imprevedibile ma dinamico

Chi rischia di più è chi non ha la possibilità di aggiornarsi. Se per certi settori il futuro sembra sempre più incerto, per altri c’è una domanda che non accenna a diminuire. L’importante, quindi, non è tanto prevedere quali lavori spariranno, quanto essere preparati ad adattarsi e a cogliere le opportunità che la continua evoluzione del mercato del lavoro porta con sé.

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