Negli ultimi mesi, un oggetto ha registrato un’impennata di prezzo significativa, attirando l’interesse degli investitori.
Questa tendenza è spinta da molteplici fattori, tra cui le dinamiche di mercato legate all’industria e al ruolo dell’argento come bene rifugio in un contesto economico globale instabile.
L’argento, elemento chimico con simbolo Ag e numero atomico 47, è noto per la sua lucentezza bianca e le proprietà fisiche uniche, quali la maggiore conduttività elettrica e termica tra i metalli. Tradizionalmente considerato un metallo prezioso secondario rispetto all’oro, oggi l’argento sta vivendo una rivalutazione del suo ruolo economico e industriale.
La crescita del prezzo dell’argento negli ultimi tempi riflette una crescente incertezza dei mercati finanziari, in particolare legata alla debolezza del dollaro USA e alle tensioni geopolitiche globali. Gli investitori cercano rifugio in asset tangibili, e il metallo argenteo è diventato un’alternativa appetibile per diversificare il portafoglio e mitigare i rischi inflazionistici.
Inoltre, l’argento ha un ruolo cruciale nell’industria tecnologica e nelle energie rinnovabili, utilizzato in componenti elettronici, pannelli fotovoltaici e altre applicazioni high-tech. Questa duplice domanda, sia da parte degli investitori che del settore industriale, alimenta la pressione rialzista sul prezzo, rendendo il metallo bianco un asset di particolare interesse.
Secondo gli esperti, non si tratta di un fenomeno passeggero: la domanda industriale e le incertezze macroeconomiche sono destinate a perdurare, proiettando un ulteriore aumento del valore dell’argento nel medio termine. Questo scenario è accompagnato da una volatilità dei prezzi più accentuata rispetto al passato, dovuta anche all’intervento crescente di autorità pubbliche sui mercati, con finalità strategiche e geopolitiche.
Come riconoscere e valutare l’argento usato nelle case italiane
In molte abitazioni italiane, l’argenteria di famiglia rappresenta un patrimonio spesso sottovalutato. Non si tratta soltanto di gioielli, ma anche di posate, cornici, vassoi e piccoli oggetti ereditati o ricevuti in regalo, che possono contenere quantità significative di argento puro o leghe pregiate.
Per valutare correttamente il valore reale di questi oggetti è fondamentale riconoscere la loro composizione. L’argento puro, o argento 999, è raro nei manufatti comuni; più frequente è l’argento 925 (detto anche “argento sterling”), che indica una lega contenente il 92,5% di argento e il resto in altri metalli, solitamente rame, per aumentare la durezza.

Il valore crescente dell’argento usato: fattori e prospettive (www.formabilityacademy.it)
Gli oggetti in argento sono spesso marchiati con punzoni specifici che ne certificano la purezza e l’origine. In Italia, il marchio di “argento 925” è il più diffuso per gioielli e posate di qualità. La presenza di altri simboli può indicare la manifattura o il periodo di produzione, elementi utili per stimare un valore aggiunto dal punto di vista collezionistico.
La valutazione economica si basa sul peso effettivo del metallo contenuto nell’oggetto e sul prezzo corrente dell’argento sul mercato globale. Per fare un esempio pratico, un servizio di posate in argento 925 di 100 grammi può avere un valore base calcolato moltiplicando il peso per il prezzo all’oncia di argento, a cui aggiungere eventuali valori legati all’artigianalità o al valore storico.








