Con l’approvazione della Legge di Bilancio per il 2026 (L. 199/2025), arriva una significativa novità nel panorama della fiscalità.
Per la prima volta, Comuni e Regioni ottengono la facoltà di attivare misure di definizione agevolata per tributi locali, incluse IMU e TARI, senza attendere specifiche previsioni statali.
Questo strumento, atteso da anni, apre nuove opportunità per i contribuenti in difficoltà economica, consentendo la cancellazione parziale o totale di sanzioni e interessi, e introduce modalità più flessibili di pagamento dei debiti tributari.
La novità più rilevante della manovra finanziaria riguarda infatti l’estensione dell’autonomia degli enti locali nella gestione delle riscossioni tributarie. In passato, i Comuni e le Regioni potevano proporre rottamazioni o sanatorie solo se previamente autorizzati da leggi statali, ma ora questa limitazione è stata abolita. Il risultato è che gli enti territoriali possono, entro limiti precisi, varare regolamenti per la definizione agevolata di tributi locali, andando incontro alle esigenze dei cittadini e delle imprese alle prese con difficoltà di pagamento.
Sono inclusi in questa possibilità di sanatoria vari tributi a rilevanza locale, tra cui:
- IMU (Imposta municipale propria)
- TARI (Tassa rifiuti)
- ICP (Imposta comunale sulla pubblicità e diritti sulle affissioni)
- Canoni patrimoniali unici, come quelli per l’occupazione del suolo pubblico e la pubblicità
- Multe e sanzioni per violazioni al Codice della Strada
- Tributi speciali regionali, come tassa auto, canoni idrici e addizionali IRPEF regionali non versate
Va sottolineato che non rientra in questa nuova forma di definizione agevolata l’IRAP (Imposta regionale sulle attività produttive), per la quale non è possibile intervenire con condoni locali.
Come funzionano le nuove definizioni agevolate
La legge prevede che ogni ente locale possa modulare la propria definizione agevolata con diverse opzioni:
- Abbattimento totale o parziale di sanzioni e interessi di mora
- Rateizzazione del debito residuo
- Rinuncia agli oneri accessori e di riscossione
Il meccanismo non si attiva automaticamente: è necessario che il Comune o la Regione approvino un regolamento dedicato per dare attuazione alla misura. Senza questo atto formale, nessuna sanatoria locale può essere considerata valida o applicabile.
Una ulteriore disposizione consente di prevedere la definizione agevolata anche per tributi non ancora accertati formalmente dall’ente. Ciò significa che è possibile regolarizzare in anticipo debiti fiscali ancora in fase di valutazione, con un risparmio significativo su interessi e sanzioni, anche rispetto alle procedure ordinarie di ravvedimento operoso. In particolare, questa modalità si presta bene a tributi come la TARI, mentre presenta qualche complessità per l’IMU, soprattutto per gli immobili classificati nella categoria catastale “D” e per la quota di competenza statale, su cui i Comuni non possono intervenire.
Il Dipartimento delle Finanze ha infatti ribadito che i Comuni possono applicare la definizione agevolata solo alla quota comunale dell’IMU, escludendo la parte statale.

Ambiti di applicazione e limiti del nuovo strumento (www.formabilityacademy.it)
Il regolamento comunale o regionale potrà scegliere di applicare la definizione agevolata a diverse categorie di crediti:
- Atti di accertamento definitivi
- Crediti in fase di accertamento
- Crediti in contenzioso
- Debiti in riscossione coattiva
- Rateizzazioni parzialmente o totalmente non pagate
Gli enti possono decidere di estendere la misura a tutte queste ipotesi o limitarla a specifici tributi o situazioni di debito. Non possono invece essere oggetto di definizione agevolata i crediti affidati all’Agenzia delle Entrate – Riscossione (AdER), poiché il regolamento locale non può imporre oneri o modifiche a carico di un soggetto pubblico di riscossione.
Questa nuova normativa rappresenta una svolta nel rapporto tra cittadini, imprese e fisco locale, offrendo un’opportunità concreta per la regolarizzazione agevolata di debiti spesso difficili da sostenere, specie in un contesto economico segnato dall’inflazione e dal calo del potere d’acquisto.
Il successo di questa misura dipenderà tuttavia dalla tempestività e dalla capacità degli enti locali di adottare i regolamenti necessari, nonché dalla chiarezza e dalla trasparenza con cui le definizioni agevolate verranno comunicate ai contribuenti interessati.








