Nel nuovo anno, restano confermati i criteri per accedere all’indennità di accompagnamento destinata agli invalidi civili totali.
Questa prestazione economica, rivolta a chi è affetto da gravissime limitazioni nella deambulazione o nell’effettuazione delle attività quotidiane, mantiene la sua funzione di sostegno fondamentale per migliaia di cittadini con necessità di assistenza continuativa.
Per poter beneficiare dell’indennità di accompagnamento è imprescindibile il riconoscimento di una invalidità totale al 100%. Ai fini della concessione, inoltre, bisogna soddisfare almeno una delle seguenti condizioni:
- impossibilità a camminare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore;
- incapacità di svolgere autonomamente gli atti essenziali della vita quotidiana senza assistenza continua.
Questi requisiti attestano una compromissione profonda dell’autonomia personale, che non si limita a una condizione temporanea o parziale, ma rappresenta una necessità stabile di supporto. L’indennità, pertanto, non è concepita come un contributo generico, ma come un sostegno specifico per chi è non autosufficiente.
Sul piano amministrativo, la normativa vigente nel 2026 conferma la necessità di possedere una residenza stabile in Italia e la cittadinanza italiana o un titolo equiparato, come ad esempio il permesso di soggiorno di almeno un anno per cittadini extracomunitari. Un aspetto distintivo dell’indennità è l’assenza di vincoli reddituali: l’accesso e la continuità del beneficio non dipendono da limiti di reddito o soglie ISEE, ma esclusivamente dalla condizione sanitaria e dalla regolarità dei requisiti di residenza e cittadinanza o permesso di soggiorno.
Importo aggiornato e impatto delle condizioni di ricovero nel 2026
L’importo mensile dell’indennità di accompagnamento è stato aggiornato nel 2026, con un incremento contenuto ma significativo per chi ne beneficia. Dopo i 542,02 euro mensili erogati nel 2025, la cifra passa a 552,57 euro al mese, un adeguamento dovuto all’adeguamento all’inflazione che consente di mantenere il potere d’acquisto della prestazione.
Tale somma riconosce l’importanza di fronteggiare i costi e le esigenze organizzative legate all’assistenza continua di chi non può muoversi autonomamente o svolgere autonomamente le azioni quotidiane.
Un elemento da considerare riguarda la permanenza in strutture sanitarie. Nel 2026, come negli anni precedenti, chi è ricoverato in regime di degenza gratuita – cioè con la retta completamente a carico di un ente pubblico – perde il diritto all’indennità per la durata del ricovero che supera i 29 giorni. Tuttavia, se il ricovero è solo parzialmente coperto dal settore pubblico, l’indennità può continuare a essere erogata, poiché non si configura un ricovero gratuito totale.
Importante è anche la distinzione con il day hospital: questa modalità di cura, essendo un trattamento non continuativo e senza ricovero notturno, non comporta la perdita dell’indennità di accompagnamento.

Procedura di richiesta e accertamento medico nel 2026 (www.formabilityacademy.it)
Per ottenere l’indennità, è necessario che la minorazione venga riconosciuta da una commissione medico-legale, a seguito di un iter che inizia con la presentazione del certificato medico introduttivo da parte di un medico certificatore. Dal 2025, l’INPS ha avviato un sistema di accertamento sanitario telematico in alcune province italiane (fra cui Catanzaro, Firenze, Salerno, Brescia e altre), che sarà esteso a ulteriori province entro settembre 2025 e resterà opzionale per le altre fino alla fine del 2026.
La domanda può essere inoltrata direttamente online tramite il sito INPS, utilizzando credenziali SPID, CIE o CNS, oppure attraverso enti di patronato o associazioni di categoria riconosciute. Il verbale di invalidità civile viene poi inviato all’interessato via raccomandata o PEC e reso disponibile nell’area personale online.
È fondamentale sottolineare che, per i minori titolari di indennità, al compimento della maggiore età è necessario presentare il modello AP70 per la trasformazione della prestazione in pensione di inabilità, senza la necessità di ulteriori accertamenti sanitari.
Caratteristiche peculiari dell’indennità di accompagnamento
L’indennità di accompagnamento si distingue da altre prestazioni assistenziali per alcune caratteristiche chiave:
- Viene erogata indipendentemente dall’attività lavorativa svolta dal beneficiario, essendo compatibile anche con il lavoro dipendente o autonomo.
- È cumulabile con altre indennità per diverse minorazioni, come l’indennità di comunicazione o quella per ciechi assoluti, purché i disturbi invalidanti siano distinti.
- Non dipende dalla situazione economica personale o familiare, garantendo un sostegno a prescindere dal reddito.
Nel 2026, dunque, l’indennità continua a rappresentare una risorsa economica cruciale per coloro che, a causa di gravi condizioni di salute, necessitano di assistenza costante e non possono muoversi o compiere autonomamente gli atti fondamentali della vita quotidiana.








