Nell’era digitale, la sicurezza informatica rappresenta un aspetto cruciale, soprattutto per i professionisti in cerca di lavoro.
Recentemente, è emersa una truffa articolata e ingannevole che sfrutta l’offerta di un posto di lavoro per sottrarre denaro e dati sensibili.
Questa forma di phishing avanzato si avvale di strumenti tecnologici sofisticati come la piattaforma Google AppSheet, facendo leva sulla fiducia degli utenti e sulla personalizzazione dei messaggi generati da intelligenza artificiale.
La truffa dell’offerta di lavoro tramite Google AppSheet
I truffatori inviano false proposte di assunzione rivolte a professionisti esperti, con annunci di lavoro che sembrano calzare perfettamente al profilo della vittima. Ciò che rende questa truffa particolarmente insidiosa è l’utilizzo di Google AppSheet, una piattaforma no-code di Google che consente di creare app e gestire dati in modo integrato con gli strumenti cloud più diffusi, come Google Drive, Office 365 e Salesforce.
Questa tecnologia permette ai malintenzionati di spedire email che appaiono inviate dai server ufficiali di Google, superando così i filtri antispam e raggiungendo direttamente la casella di posta in arrivo. Il messaggio, curato nei dettagli e privo di errori grammaticali, assume un tono professionale, spesso firmato con nomi di grandi aziende internazionali come Apple o Pepsi. Tuttavia, l’indirizzo email del mittente termina quasi sempre con domini non ufficiali, come @appsheet.com, segno evidente che si tratta di una truffa.
Un altro elemento sospetto è la mancanza di firme reali e contatti verificabili all’interno della mail. In un processo di selezione autentico, è prassi che il recruiter o il responsabile HR forniscano nome completo, numero di telefono e riferimenti aziendali certi. La presenza di link da cliccare, specie se non verificabili, rappresenta un ulteriore campanello d’allarme. Per cautela, è consigliabile sempre verificare l’identità del mittente tramite piattaforme professionali come LinkedIn prima di fornire qualsiasi dato personale.
Le truffe online legate al mondo del lavoro non si limitano a questa tipologia. Frequentemente, i malintenzionati si spacciano per dipendenti di agenzie di selezione o enti pubblici, chiedendo anticipi o pagamenti per procedere con l’assunzione. È importante ricordare che nessuna azienda seria richiede denaro per un’offerta di lavoro.
Un’altra modalità diffusa consiste nell’invio di email che dichiarano di aver trovato il curriculum vitae della vittima su internet, invitandola a fornire documenti di identità o dati bancari. In alcuni casi, i truffatori organizzano colloqui video fingendo di condurre una selezione, ma in realtà cercano di ottenere informazioni riservate o di controllare lo schermo del candidato.
Un rischio particolare è rappresentato dalle offerte di lavoro da remoto che promettono facili guadagni tramite attività di imbustamento o trascrizione. Nella maggior parte dei casi, viene richiesto un pagamento anticipato per iniziare, ma una volta versata la somma, non si concretizza alcun incarico e si è coinvolti in uno schema piramidale di truffa.

Le tecniche di phishing, smishing e vishing: un quadro aggiornato (www.formabilityacademy.it)
Secondo gli esperti di sicurezza digitale, tra cui quelli di Mooney, azienda impegnata nella protezione delle transazioni online, le tecniche di attacco si sono evolute e si articolano in varie forme:
- Phishing: messaggi email ingannevoli che invitano a cliccare link o scaricare allegati malevoli, progettati per sottrarre dati personali o bancari.
- Smishing: simile al phishing, ma veicolato tramite SMS con link fraudolenti.
- Vishing: truffe telefoniche in cui i truffatori si spacciano per operatori di banche o aziende per ottenere informazioni sensibili o denaro.
Questi attacchi sfruttano tecniche di manipolazione emotiva, facendo leva sulla fiducia e spesso conoscendo già alcuni dati della vittima, inducendola così a abbassare la guardia.
Consigli pratici per difendersi
Per tutelarsi efficacemente, è fondamentale:
- Verificare sempre l’autenticità del mittente, controllando l’indirizzo email e confrontandolo con i canali ufficiali dell’azienda.
- Non fornire mai dati personali o bancari in risposta a richieste non sollecitate.
- Diffidare di comunicazioni che richiedono azioni urgenti o pagamenti anticipati.
- Evitare di cliccare su link o aprire allegati sospetti.
- Controllare regolarmente i movimenti bancari e segnalare immediatamente qualsiasi attività anomala.
- In caso di dubbio, contattare direttamente l’azienda o l’ente coinvolto tramite canali ufficiali.








