Un accordo senza precedenti nel mondo dei social media e dell’intelligenza artificiale ha segnato una nuova tappa nell’evoluzione del business digitale. Khaby Lame, uno dei content creator più seguiti al mondo, ha «venduto» la sua immagine e i diritti di sfruttamento per 975 milioni di dollari, dando vita a una società che sfrutta l’intelligenza artificiale per replicare il suo iconico stile comunicativo sui social.
Il fenomeno Khaby Lame, nato dalla sua capacità di comunicare senza parole e con ironia, è oggi un marchio che va oltre la semplice presenza sui social. L’intesa prevede la creazione di una società che utilizza un avanzato sistema di intelligenza artificiale per generare contenuti digitali che imitano fedelmente il suo modo di fare, ampliando così l’impatto del creator su scala globale. La cifra di 975 milioni di dollari conferma il valore economico e culturale raggiunto da Khaby, che continua a essere un punto di riferimento per milioni di follower.
L’intelligenza artificiale al servizio del creator
L’elemento più innovativo di questa operazione è l’integrazione tra la figura reale di Khaby Lame e un avatar digitale alimentato da algoritmi di apprendimento automatico. Questo sistema consente di produrre video e interazioni social capaci di mantenere l’essenza e la spontaneità che hanno reso celebre Khaby, ma con una capacità di produzione e diffusione molto superiore. In questo modo, il creator si afferma come pioniere nell’uso dell’intelligenza artificiale applicata alla creazione di contenuti digitali, aprendo la strada a nuovi modelli di business nel settore.
L’accordo rappresenta un significativo passo avanti nel mercato dei creator digitali e dei contenuti generati con l’ausilio della tecnologia. Non solo conferma l’importanza crescente dell’intelligenza artificiale nel mondo dell’intrattenimento e del marketing, ma pone anche questioni rilevanti sul futuro del lavoro creativo e sulla proprietà intellettuale associata ai contenuti digitali. Khaby Lame, con questa operazione, si posiziona all’avanguardia di una rivoluzione che potrebbe ridisegnare i confini tra persona reale e avatar digitale nel panorama mediatico.








