L’INPS conferma l’adeguamento dell’importo dell’assegno sociale, un sussidio fondamentale per chi raggiunge l’età pensionabile.
L’importo mensile è stato aggiornato a 546,24 euro per tredici mensilità, con un incremento rispetto ai 538,69 euro dell’anno precedente, grazie alla perequazione automatica legata all’inflazione.
L’assegno sociale rappresenta una prestazione economica di natura assistenziale, erogata su richiesta a soggetti che si trovano in condizioni di bisogno economico e che abbiano compiuto almeno 67 anni di età. A differenza della pensione tradizionale, non richiede il possesso di un’anzianità contributiva minima, ma è subordinato al rispetto di specifici requisiti reddituali e di residenza.
Possono richiedere l’assegno sociale:
– cittadini italiani;
– cittadini comunitari iscritti all’anagrafe del comune di residenza;
– cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
– rifugiati politici e titolari di protezione sussidiaria.
Il diritto all’assegno dipende dal reddito annuo personale nel caso di soggetti non coniugati, mentre per i coniugati si tiene conto del reddito complessivo familiare. Il limite reddituale per il 2026 è pari a 7.002,97 euro per i singoli e a 14.005,94 euro per le coppie. Superare queste soglie comporta la perdita totale o parziale del beneficio.
Requisiti e modalità di accesso all’assegno sociale
Per beneficiare dell’assegno sociale, oltre al requisito anagrafico dei 67 anni, è necessario soddisfare alcune condizioni fondamentali:
– residenza effettiva in Italia e almeno dieci anni di soggiorno legale continuativo nel territorio nazionale, requisito introdotto nel 2009;
– situazione reddituale conforme ai limiti stabiliti annualmente;
– cittadinanza italiana o condizioni equiparate.
La domanda va presentata esclusivamente tramite i canali telematici dell’INPS: il portale online, il contact center (numero verde 803 164 da rete fissa, 06 164 164 da mobile), o attraverso patronati e intermediari autorizzati. L’erogazione dell’assegno decorre dal primo giorno del mese successivo alla ricezione della richiesta e la validità del beneficio è soggetta a verifica annuale del possesso dei requisiti.
Un aspetto importante riguarda i lavoratori cosiddetti contributivi puri, ovvero coloro che hanno iniziato a versare contributi dopo il 31 dicembre 1995. Nel caso in cui la pensione maturata sia inferiore all’importo dell’assegno sociale, l’INPS riconosce il trattamento più favorevole, integrando l’importo fino al livello dell’assegno sociale.

Aspetti economici e caratteristiche dell’assegno sociale (www.formabilityacademy.it)
L’assegno sociale è un sussidio non reversibile ai familiari superstiti, non tassabile né pignorabile, che si configura come una misura di sostegno economico a favore di chi versa in condizioni di disagio economico e non può contare su un adeguato trattamento pensionistico.
Il meccanismo di perequazione, che aggiorna l’importo dell’assegno in relazione all’inflazione, ha portato nel 2026 all’aumento a 546,24 euro mensili per tredici mensilità. Il beneficio può essere corrisposto per intero o in misura ridotta a seconda del reddito personale o familiare. In caso di ricovero presso strutture sanitarie a carico di enti pubblici, l’importo può subire una riduzione del 25% o del 50%, a seconda della quota di retta a carico del pensionato o dei familiari.
Tra i redditi che influenzano il diritto e la misura dell’assegno sociale rientrano:
– redditi assoggettabili all’IRPEF, al netto delle imposte e dei contributi;
– redditi esenti da imposta, come pensioni di guerra e rendite INAIL;
– redditi soggetti a imposta sostitutiva, quali interessi bancari e postali;
– assegni alimentari corrisposti secondo il Codice Civile.
Non sono invece considerati ai fini del calcolo:
– reddito della casa di abitazione;
– trattamenti di fine rapporto;
– competenze arretrate tassate separatamente;
– altre prestazioni assistenziali occasionali.








