Diritto

Agenzia delle Entrate, la comunicazione che arriva per mail e spaventa i cittadini: cosa c’è scritto

Negli ultimi mesi, molti contribuenti hanno ricevuto email ingannevoli che generano ansia e confusione.
Il fenomeno delle false comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate (www.formabilityacademy.it)

Nell’era della digitalizzazione, l’Agenzia delle Entrate continua a rappresentare un riferimento cruciale per la gestione fiscale.

Negli ultimi mesi, molti contribuenti hanno ricevuto email ingannevoli che generano ansia e confusione. Queste comunicazioni, apparentemente provenienti dall’Agenzia, sono in realtà tentativi sofisticati di phishing. Il fenomeno assume maggiore rilievo considerando il ruolo di primo piano ricoperto dal direttore Ernesto Maria Ruffini, figura al centro anche di recenti sviluppi istituzionali significativi.

Negli ultimi giorni, un gran numero di cittadini ha ricevuto una mail sospetta che sembra provenire direttamente dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini. Il messaggio, che recita: «Ciao. Dobbiamo effettuare un pagamento urgente a un’azienda in Portogallo. Quali informazioni ti servono per effettuare il pagamento? Distinti saluti, Ernesto Ruffini», è stato identificato come un tentativo di truffa informatica. Si tratta di un chiaro caso di phishing, una pratica fraudolenta che mira a sottrarre dati personali e bancari.

Un elemento che deve immediatamente insospettire i destinatari è l’indirizzo email del mittente, “direttore.gnerale@gmail.com”, un dominio generico che non appartiene all’Agenzia delle Entrate. Le comunicazioni ufficiali vengono sempre inviate da indirizzi certificati con dominio “@agenziaentrate.gov.it”. La presenza di un errore grammaticale nell’indirizzo è un ulteriore indice dell’illegittimità del messaggio.

L’Agenzia delle Entrate ha prontamente diffuso un comunicato ufficiale per mettere in guardia i contribuenti: è fondamentale non aprire allegati né cliccare su link contenuti in email sospette. Inoltre, in caso di dubbi, gli utenti sono invitati a consultare esclusivamente i canali istituzionali, come il sito web ufficiale dell’Agenzia e la pagina dedicata al phishing, dove sono riportate le campagne malevole attualmente in corso.

Le nuove sfide della sicurezza informatica e il ruolo di Ernesto Maria Ruffini

Ernesto Maria Ruffini, nato a Palermo nel 1969, è stato nominato direttore dell’Agenzia delle Entrate per due mandati, dal 2017 al 2018 e dal 2020 al 2024. Laureato in giurisprudenza presso l’Università “La Sapienza” di Roma, Ruffini ha una lunga esperienza nel campo della fiscalità e della riscossione, avendo guidato anche Equitalia prima della sua trasformazione in Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Durante il suo mandato, Ruffini ha promosso una profonda digitalizzazione dei servizi fiscali, rendendo possibile la prenotazione degli appuntamenti online, la gestione delle dichiarazioni e dei rimborsi fiscali in modo più rapido e trasparente. Sotto la sua guida, l’Agenzia ha raggiunto un record di recupero dell’evasione fiscale, con oltre 31 miliardi di euro incassati nel 2023.

Tuttavia, il clima istituzionale si è modificato negli ultimi mesi, con un crescente clima di tensione attorno al ruolo dell’Agenzia e del suo direttore. Ruffini, in un’intervista rilasciata a dicembre 2024, ha annunciato le sue dimissioni, sottolineando come la lotta all’evasione fiscale sia stata spesso interpretata come una colpa o un atto persecutorio, un contesto che ha reso difficile proseguire con il mandato.

Parallelamente, l’Agenzia delle Entrate ha intensificato l’invio di lettere tramite PEC a contribuenti e partite IVA

Concordato preventivo biennale: nuove lettere alle partite IVA e reazioni(www.formabilityacademy.it)

Parallelamente, l’Agenzia delle Entrate ha intensificato l’invio di lettere tramite PEC a contribuenti e partite IVA, nell’ambito della campagna per il Concordato preventivo biennale. Solo negli ultimi giorni sono state recapitate circa 700 mila nuove comunicazioni a professionisti che hanno dichiarato redditi inferiori a quelli dei lavoratori dipendenti nello stesso settore economico, un segnale che viene considerato anomalo dall’Agenzia.

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